Vieni come sei

“La tenaglia del freddo arriva inclemente. Lo azzanna a una spalla, affonda i denti metallici e inietta ghiaccio e disperazione”?


Milano, 23 dicembre, ricoperto dalla neve viene ritrovato il corpo senza vita di una bellissima ragazza e accanto a lei un clochard sporco del suo sangue.

Flavia crede fermamente nell’innocenza del senzatetto, al quale ha l’abitudine di portare il tè caldo al mattino; chiede così alla sua amica Marina Novembre di condurre un’indagine parallela a quella ufficiale.

Lui non ci crede. Cosa ci fa lì? cos’è successo? Perché gli hanno levato le stelle da sopra la testa e i cartoni da sotto la schiena? Dentro di lui c’è il buio assoluto, se non per quelle immagini incoerenti che compaiono sparate come un petardo nel suo cervello

Bellissimo? No, di più, direi superbo. Un’indagine che mi ha letteralmente stregata, ricca di argomenti di attualità che quasi mettono i brividi, le caratteristiche dei personaggi sono descritte in maniera così vivida che immediatamente prendono forma e in maniera armonica le loro vite si intrecciano.

La protagonista, Marina Novembre, è una donna strabiliante per il suo coraggio e il suo acume, e allo stesso tempo una persona molto semplice, determinata, un po’ ruvida e molto credibile; in molti gialli, il personaggio che conduce le indagini è spesso messo in condizioni forzate per far coincidere gli eventi, ma non in questo romanzo, lo svolgimento del caso ed il modo in cui ne resta coinvolta Marina è totalmente naturale, forse per questo ancora più inquietante, perché la storia non è poi così lontana da sconvolgenti fatti di cronaca che vedono coinvolte donne, delinquenza organizzata, e sfruttamento delle persone che si trovano purtroppo in condizioni disagiate, ai margini, e spesso private della dignità.

La storia è letteralmente ipnotica, ci ritroviamo impigliati in una ragnatela di eventi e la scrittura è sublime. Ho trovato molto affascinante anche il modo in cui le tematiche sociali si fanno spazio nella storia, la vita dei clochards, il razzismo, la droga, il pericolo che incombe sull’universo femminile e per la prima volta ho prestato attenzione al mondo sotterraneo e quasi invisibile dei riders.

La lettura è modulata in maniera tale da essere un’altalena di emozioni. Che dirvi, me ne sono innamorata, e perciò sono certa che recuperò “Vernice Nera”, primo romanzo dell’autrice! Consigliatissimo!!

Guarda l’intervista a Claudia Maria Bertola

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