Tutta un’altra storia

“Valuta il tuo futuro, so che sei molto bravo a scuola, quest’anno ti diplomi. Ma cerca di lasciarti alle spalle il mondo delle favole, la vita non è quella che descrivi, la vita è tutta un’altra storia”?


Ambientato a Genova nel 1996. Willy è uno studente all’ultimo anno delle superiori, ma oltre allo studio coltiva le sue grandi passioni per la recitazione e per la scrittura; infatti sta ultimando il suo romanzo, pagine che parlano di famiglia e del rapporto speciale che lega nonno e nipote. Tra i sogni di Willy c’è quello di far arrivare il manoscritto alla redazione del programma “Amici” proprio per accendere un dibattito su temi attuali che a lui stanno particolrmente cuore, soprattutto per far arrivare il messaggio di grande affetto che il libro contiene.

Pioggia, pioggia e ancora pioggia.

Il cielo di Genova, dopo il classico nubifragio di fine estate che si era abbattuto sulla Liguria nelle ore mattutine, era ancora coperto da una fitta cortina di nubi grigie…

Quella di Willy è la storia di un ragazzo dal cuore puro, che vive un momento della vita nel quale i grandi sogni sono il motore e l’energia che ci motiva e ci spinge a correre veloce, eppure a far battere il cuore sono cose semplicissime che sembrano dilatare il tempo di un attimo, quello di uno sguardo o di un bacio.

La storia raccontata è fresca, sincera, spontanea, fatta di gesti talvolta ingenui che sono quelli di un ragazzo alla scoperta del mondo, prima che un adulto disincantato prenda il suo posto; speranze, vittorie e disfatte che fanno parte della crescita.

L’abilità di Claudio è stata quella di ricreare una perfetta atmosfera anni novanta, aprendo una finestra temporale su dinamiche e gesti soppiantati nel tempo dalla tecnologia, pagine di un racconto delicato e giovanile che vi riporteranno indietro nel tempo e vi faranno aprire lo scrigno di tanti ricordi che fanno parte della storia di noi quarantenni.

Insime ai protagonisti ho acceso un walkman ( che per un ragazzo di oggi sarà un aggetto da museo) e ho riascoltato e canticchiato i brani che ascoltavo all’età di Willy, che hanno evocato una serie di ricordi, e mi sono lasciata trasportare da una dolce nostalgia.

Guarda l’intervista a Davide Consoli

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