Quello che non sai

“Le ho spiegato che a volte si preferisce seppellire ciò che è stato, perché così si cerca di seppellire anche la sofferenza”?


Michela, per tutti Ella, si dedica da anni a sua figlia Ilaria, mettendo il suo ruolo di madre davanti a qualunque cosa, al suo rapporto con il marito Aurelio, al suo lavoro di chirurgo che qualche anno prima ha abbandonato.

Un giorno Ilaria sta attraversando la strada distratta al cellulare, e Michela pur avvertendo il pericolo imminente di una macchina che sta per investirla, resta immobile, non riesce ad urlare.

Non accade nulla ad Ilaria, ma qualcosa in quel momento si spezza.

Ho cercato di imitarti, scimmiottandoti, e in questo modo ho dato il meglio di me a mia figlia, facendole godere le tue briciole. Ma non sono neanche la più piccola parte di te, noi siamo sempre state troppo, troppo diverse

Il libro è un lungo diario che Ella inizia a scrivere a sua madre morta tanti anni prima, inizia a farlo per stabilire un contatto, per sentirsi ancora abbracciata e sostenuta in un momento in cui qualcosa è franato e si accende la luce sulla parte più buia e inconfessabile della sua vita.

Tutta la sua dedizione e il senso di protezione verso Ilaria sono inquinati dal dolore che dalla morte della madre non ha più lasciato Michela, una ferita che non ha ancora avuto la forza di elaborare e seppellire, non l’ha cancellata ma solo nascosta troppo a lungo.

Una storia tutta al femminile, di contraddizioni, di coraggio e debolezze, nella quale sono facilmente scivolata entrando da subito in empatia con il personaggio di Michela; noi donne siamo tutte diverse ma il sentimento materno ci stringe tutte in un unico cerchio invisibile, sia in qualità di mamme che di figlie, e questo vuol dire talvolta combattere con i sensi di colpa o guardarci allo specchio senza riconoscerci.

E’ questo il viaggio che facciamo con lei, cercando di imparare a diventare madri ancorate alla certezza di essere ancora figlie, per sentirci rassicurate e comprese.

Con uno stile, fluido, elegante e senza sbavature, l’autrice mi ha condotto nella vita di Michela nella maniera che più amo, ossia in un modo autentico ed emozionante.

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